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Stefano Goina

Stefano Goina, triestino, classe 1986, si è formato frequentando la sezione di decorazione pittorica dell’IstitutoStatale d’Arte E. e U. Nordio della città natale, per il quale ha ideato nel 2005 il logo del cinquantenario. Ha realizzato lavori di decorazione pittorica, tra cui due pannelli per l’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste, e vari progetti grafici, tra i quali quello per i manifesti, gli inviti e il catalogo della mostra internazionale d’arte giovanile Artefatto, cui partecipa annualmente nel capoluogo giuliano. Nel 2006 viene premiato dalla Provincia di Trieste con una borsa di studio in merito alla creatività e nel 2009 ha vinto il primo premio al 23° Concorso Lilian Caraian per le arti figurative. Ha inoltre partecipato alle esposizioni Per un soffio (Trieste),  Mad Poster (Madrid), BN Post it up! (Benevento), Flash Cap (Los Angeles), Stick my Versus (Roma), Pop up (Ancona) e Scimmie in gabbia on the road (tour artistico in varie città della Mitteleuropa).

Oil Killed Stencil                 

 

01) Senza Titolo

40 x 60

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 55,00

02) Senza Titolo

60 x 60

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 80,00 SOLD

03) Senza Titolo

50 x 40

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 35,00

 

04) Senza Titolo

30 x 20

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 45,00 x 1

Euro 75,00 x 2

 

05) Senza Titolo

30 x 50

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 35,00

06) Senza Titolo

40 x 50

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 140,00

07) Senza Titolo

50 x 70

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 170,00

 

08) Senza Titolo

30 x 100

2009 Stencil, acrilico, olio, su tela.

Euro 130,00

09) Stencil

Misure Varie 2009

Stencil, acrilico, olio, su cartoncino.

Euro 5,00 SOLD

L’esposizione dei lavori di Stefano Goina da Urbanwear s’intitola Oil Killed Stencil per simbolizzare la graduale e progressiva introduzione da parte dell’artista della pittura a olio nelle sue opere, che recentemente erano realizzate attraverso la tecnica dello stencil, divenuta fondamentale nell’ambito della street art. In ciascun lavoro presente in mostra l’olio prende infatti in buona parte il sopravvento sullo stencil, eseguito su una base di acrilico, e rappresenta una sorta di valore aggiunto.

Giovane pittore contemporaneo, Goina “fotografa” e reinterpreta la realtà con il pennello, componendo fantastiche, giocose e stranianti visioni, come quelle con cui ha originalmente e vivacemente “affrescato” lo spazio Urbanwear, usando il rullo, gli spray, alcuni tocchi di pennello e di stencil e inserzioni di maxi collage. Con tali mezzi l’artista evoca nei suoi lavori una sorta di surrealismo del duemila, connotato da una tendenza iperrealista, neofigurativa e postmoderna. 

All’interno di Urbanwear compaiono infatti due sue estese opere murali: la prima rappresenta una figura femminile alla guida di una Cinquecento vera, il cui muso con i fari illuminati da leds e metà della carrozzeria fuoriescono dalla parete, l’altra riproduce una spiaggia hawaiana con un surfista e un Tiki Bar, dove bere cocktail esotici. Sono racconti visivi, inediti e divertenti, espressi da Goina con reminescenze da fumetto e da graffitaro di livello, che  mi hanno ispirato la performance di luce esterna - in cui vengono proiettati sulla facciata del palazzo dei graffiti di luce disegnati da giovani artisti di tutto il mondo - e la scelta di musiche hip hop e rap. Appare evidente che l’uso di colori vivaci e brillanti, assieme a un’accentuata capacità compositiva e grafica, rappresentano le caratteristiche precipue del pittore, promettente talento per molti versi autodidatta.

L’interno del negozio è anche illuminato da una serie di pannelli con leds e da un’originale lampada tipo piantana a forma di manichino rivestito di graffiti. In sintonia con l’arredo d’avanguardia del negozio, alle pareti vengono esposte le opere dal taglio originale e brillante, create da Goina proprio per questo evento, le quali testimoniano un aspetto importante e significativo del linguaggio artistico giovanile d’avanguardia, che trova le proprie radici lontane nel ritorno alla pittura e alla figurazione promosso negli anni settanta dalla Transavanguardia del critico Achille Bonito Oliva, per reagire all’eccesso di sperimentazione che caratterizzava quel periodo. Una tendenza, comunque, quella della Transavanguardia e anche l’orientamento creativo di Goina, che, pur rivalutando strumenti tradizionali quali i pennelli, i colori a olio e gli acrilici (cui l’artista aggiunge lo stencil), non si attesta tuttavia all’interno di modi e linguaggi  convenzionali.

In un’epoca prevalentemente tecnologica Goina promuove il valore della manualità e della figurazione, guidate da una creatività connotata da estro fantastico e capacità di apprezzare attraverso i colori e da un angolo prospettico speciale, il sapore intenso e strano della vita.

Marianna Accerboni